top of page

L'isola del Giglio: il granito, il mare e la magia del cammino

21 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 6 minuti fa


Tre giorni in cammino sull’isola del Giglio: zaino in spalla, ospiti di un piccolo B&B. Un viaggio per scoprire, passo dopo passo — attraverso i suoi abitanti, la sua ancestrale natura e il suo mare cristallino — la nostra natura più autentica.


C’è un momento esatto in cui capisci che il viaggio è iniziato davvero: quando ti lasci alle spalle il rumore dei motori, allacci gli spallacci dello zaino e ti rendi conto che, per i prossimi giorni, farai affidamento solo sulle tue forze e sulle suole dei tuoi scarponi.


L’isola del Giglio si offre così a chi sceglie di camminarla: un chilometro alla volta.


Nel primo giorno di cammino, dopo aver esplorato la parte nord dell'isola, abbiamo incontrato Milena — gigliese doc e imprenditrice “ostinata”, come ama definirsi — che dopo importanti esperienze da enologa in Italia e all’estero ha deciso di ritornare a vivere e lavorare sull’isola con il compagno e i figli.

Qui ha rilevato alcuni vigneti di famiglia che negli anni hanno dato vita ai vini della sua cantina, oggi tra i più autentici e apprezzati del Giglio.

La degustazione tra i filari al tramonto non la scorderemo facilmente.



Nel secondo giorno abbiamo attraversato i vicoli di Giglio Castello, un borgo affascinante e unico al mondo per le sue viuzze strette e la sua cinta muraria. Qui il culto del patrono, San Mamiliano, si celebra a novembre in ricordo dell’ultima cacciata dei pirati mori dall'isola, avvenuta — così vuole la tradizione — proprio grazie all’intercessione del Santo. Per l’occasione venne esposta la reliquia del braccio, che ancora oggi si conserva all’interno della chiesa di San Pietro.

Nel terzo giorno abbiamo raggiunto il punto più alto dell’isola, Poggio della Pagana, avvolto nella nebbia mattutina, per poi visitare i megaliti monumentali della Cote Ciombella: il Genius loci sacro e identitario del Giglio, dove natura, storia e presenza umana si fondono da millenni.



Il caldo si è fatto sentire, soprattutto nelle ore centrali; per questo non sono mancati bagni rigeneranti — uno per ogni giornata di cammino e in tre cale diverse; con un gruppo straordinario, capace di stringere i denti nei tratti più impegnativi.

Perché l’isola, con i suoi saliscendi continui e il suo granito, sa essere tosta e non regala nulla a chi la cammina a piedi.

Eppure, passo dopo passo, ci siamo scoperti affiatati, uniti dalla stessa fatica e dal fascino dell'isola.


Al molo di Giglio Porto, con lo zaino di nuovo in spalla e la pelle salata dal mare è stato difficile salutare l'isola e separarci.

Le belle avventure vorresti non finissero mai!


Grazie a Anna Giulia, Leonardo, Giusy, Francesco, Daniela e Luciana!


Ecco tutte le foto


Commenti


© Copyright di Marco Orazzini - Guida Ambientale Escursionistica - AltreVie

Iscriviti alla newsletter

Sono interessat@ a: Obbligatorio
bottom of page