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Maurizio, l'eremita barbiere

E' certamente noto che nei pressi di Gambassi precisamente in luogo denominato la Forra, un tal Maurizio ha inteso di erigere una specie di santa caverna, per rendervi culto alla Ss. Trinità, a San Pietro, etc rappresentati da alcune statue assolutamente grottesche e ridicole da lui stesso formate. [...]

Con queste parole inizia il decreto del vescovo di Volterra che il 25 gennaio 1928 imporrà ai sacerdoti della diocesi il divieto di confessare e amministrare l'eucarestia a Maurizio Becherini, reo di aver trasformato la forra del torrente Casciani, nei pressi di Gambassi nel suo "spazio sacro" e di aver pubblicamente preso le difese dell' Armanda di Castelfiorentino, l'"Armanda dei miracoli".


Ciò che resta delle sculture, delle scale, dei terrazzamenti che Maurizio dal 1918 aveva costruito è nascosto nella vegetazione da ormai un secolo; andare alla scoperta di questi "sacri" resti è un viaggio nel tempo in cui la fede era semplice e la povertà una compagna fedele di vita, motivo per alcuni, di elevazione.

Maurizio nato poco dopo la metà del 1800 aveva fatto di tutto nella vita, dal pastore, al sarto, al barbiere. Rimasto vedovo con tre figli da crescere si rifugia nella fede, e a San Vivaldo, dove per i frati francescani fa il tutto-fare, sperimenta nelle solitarie notti sui freddi pavimenti delle famose cappelle del convento, la sua esperienza mistica.


Venderà il negozio di barbiere a Gambassi e sistemata l'ultima figlia sceglierà di ritirarsi a vita eremitica nella Forra dei "Casciani" dove da ragazzo ci veniva con le pecore a pascolare.


L'escursione ci ha portati a esplorare queste forre e a conoscere la storia di Maurizio, un semplice e umile padre di famiglia che aveva saputo trasformare il suo dolore in arte sacra, a suo modo semplice e naif, e che una chiesa superba non ha (ancora) capito.


Ecco le foto (Grazie a Laura per il contributo fotografico!)




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