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Alleggerire lo zaino, alleggerire la vita: la mia recensione del libro "Un decimo di te"

7 ore fa
Tempo di lettura: 4 min

Oggi vi parlo di un nuovo libro che ho letto. 

Prima di scriverne serve però una premessa, sul come ne sia venuto a conoscenza e perché abbia deciso di leggerlo. 



È un periodo un po’ strano per il lavoro da Guida Ambientale Escursionistica.

Il nostro è un mestiere da costruire negli anni sulla fiducia, sulla professionalità, sulla pazienza, che va difeso con i denti nei momenti di sconforto, perché sì, ce ne sono anche per chi fa questo mestiere.


Uno di questi momenti l’ho provato poche domeniche fa, non confermando un’escursione. 

Avevo una sola persona iscritta e molti “incerti”. 

Ho deciso di annullarla e così come spesso faccio, se la domenica non lavoro, sono andato a trovare i monaci della comunità di Cellole sulla Via Francigena poco prima di San Gimignano, a una mezz'ora di macchina da casa, per partecipare all’eucarestia. 


Ho parcheggiato l’auto e mi sono avviato verso il portale della chiesa. 

Distrattamente ho visto arrivare dei pellegrini che stavano percorrendo la via Francigena. 

Una faccia bella sorridente, nel gruppo di camminatori mi risulta “familiare”


Flash back

Anni novanta, in tv impazza TRL su MTV, sono gli anni in cui ventenne suonavo la batteria in un gruppo musicale punk/rock e quel canale (Music Television) così come l’italianissima VideoMusic spopolavano tra i giovani. 

Un volto solare, simpatico e per me piovuto da un altro mondo, conduceva il programma, insieme a “Giorgia di MTV”: era Marco Maccarini con i suoi inconfondibili dreadlocks biondi.

In molti, tra i quarantenni, se lo ricorderanno certamente.


E proprio lui Marco Maccarini, che aveva dato volto e parole a un pezzo della mia vita, era lì davanti a me, all'ingresso della Pieve di Cellole, “spogliato” dalla sua veste pubblica e “semplice” pellegrino. 

Ho sentito una gioia nel cuore!


Mi sono sentito in “diritto” di salutarlo!

Lui naturalmente manco sapeva chi potessi essere, ma la gioia che ti prende in quei momenti non è che ta spieghi, la cavalchi.

Così mi sono presentato e ci siamo messi a fare due chiacchiere.


Con Marco ho parlato per pochi minuti ma abbastanza per raccontarci qualcosa sul camminare, sul mio lavoro e su come potevamo rimanere in contatto (gliel'ho chiesto io, figuriamoci che gliene potesse fregare a lui di uno sconosciuto incontrato per caso, che ti saluta come se ti conoscesse da una vita).


È lì che mi parla del suo libro del quale, francamente, non ne conoscevo l’esistenza e mi racconta, tra le altre cose, di aver fatto il cammino di Santiago nel 2009 (due anni prima di me, grande!)


E così dopo esserci augurarti il meglio ci siamo salutati, ognuno per la sua strada. 


Durante la messa intanto pensavo al suo nome, Matteo? no, Marco? 

Finita la messa ho cercato online info su di lui. 


Prendo l'incontro come segno del destino “se è scritto che due pesci nel mare debbano incontrarsi, non servirà al mare essere cento volte più grande” citando Stefano Benni.


Così un’escursione non confermata mi ha portato a un gradito incontro imprevisto, e la sera del giorno dopo ho iniziato a leggere, in formato ebook, “UN DECIMO DI TE”  di Marco Maccarini. Limina (2025), curioso di capire dove mi avrebbe portato questa lettura, piovuta... dal Cielo.



Un testo sui cammini, sul camminare, ma come mi ha detto Marco in quei pochi minuti davanti la pieve di Cellole, un libro sui bivi e sulle scelte.  


Niente di più vero. 


Il libro è gradevolissimo, si legge bene.

Parla della sua vita, della libertà e delle scelte.

Scelte spesso rapide e nette che Marco negli anni ha intrapreso con coraggio e leggerezza giovanile e che lo hanno portato a vivere una vita a cento all'ora, fatta di successi con un amore smisurato per il proprio lavoro di VJ a MTV. 

Proprio questa frenesia, dopo un po 'di anni di lavoro a velocità “smodata”, lo hanno fatto fermare e la scelta del cammino di Santiago è arrivata, racconta, come un’esigenza. 


Pellegrini sulla Via per Santiago de Compostela
Pellegrini sulla Via per Santiago de Compostela

Ne farà molti Marco di cammini dopo Santiago!

Dalla Francigena alla Via del Sale, dalla Magna via Francigena in Sicilia, alla Via degli Abati, poi la Via di San Francesco a una traversata della Liguria in solitaria. 


Ogni cammino raccontato nel libro ha la sua scheda con chilometri e suggerimenti su equipaggiamento, periodi migliori in cui percorrerlo e molto altro. 


Marco è un viandante puntiglioso e attento, fornisce molti suggerimenti acquisiti con l’esperienza sulla preparazione dello zaino; il titolo stesso del libro si riferisce proprio al peso del proprio zaino, che nei cammini non dovrebbe superare un decimo del proprio peso corporeo.


A Marco piace anche “perdersi” nelle situazioni in cui ritiene sicuro farlo, senza mettersi troppo in pericolo. 


Ci sono anche tanti racconti del suo vissuto nel mondo dello spettacolo e aneddoti curiosi. 


Le parti più intense e che ho gradito di più sono quelle in cui Marco parla delle sue crisi. 

Per chi lo ha visto in tv o sentito in radio sa che è un personaggio pubblico positivo, sempre con la battuta pronta per alleggerire pesantezze o tenere il mood alto. 


Nel libro racconta delle sue paure e di come le ha affrontate, dal dormire da solo in un bosco o dal liberarsi di presenze al limite del demoniaco che ha incontrato nei cammini e nella vita. 

Racconti personali e profondi che ha scelto di condividere pubblicamente, mettendosi a nudo. 



È un libro adatto a chi desidera avvicinarsi al mondo dei cammini, ma anche a chi questo mondo lo conosce già e vuole sentire un punto di vista diverso dal proprio, scritto da una personalità dinamica, riflessiva e positiva. 


Concludo con una frase del libro di Marco che condivido in pieno: 

“Il viandante porta con sé un bagaglio leggero, lascia a casa un bel po' di cose, fisiche e non solo, e quando è spogliato di tutto, ridotto all'essenziale, diventa molto più propenso a vedere - ma vedere per davvero - chi e cosa incrocia la sua strada”.

È proprio vero e aggiungo che l'esperienza stessa del camminare ci porta a vedere il mondo, la vita in modo più dinamico, meno statico. 

Come se anche la nostra mente, come le nostre gambe (o le ruote se hai una disabilità), possa andare oltre, scegliere altre strade, intuire altre vie (appunto), che stando fermi o chiusi in casa non potremmo sperimentare di vedere, riconoscere e perseguire.


Marco Orazzini - Guida Ambientale Escursionistica di AltreVie

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