La Nuda, partendo dal Pradarena
- altrevie

- 3 giorni fa
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Settembre è alle porte e su, al Passo Pradarena, a quota 1570mt ci si viene ancora a cercare temperature miti, rispetto a quelle di fondo valle, ancora elevate, che sono state torride per quasi tre mesi di fila.
Un'estate così calda non si registrava da decenni, superata a quanto pare anche la famigerata estate del 2003.
Abbiamo ripreso le escursioni da quassù, sui crinali di confine tra la Toscana e l'Emilia Romagna, con l'obiettivo di raggiungere la cime de La Nuda a quota 1895mt.

Usciti dal bosco di faggi dopo il passo Cavorsella si aprono panorami magnifici, la visibilità è ottima e tra il brugo in fiore, i nardeti e vaccinieti lo sguardo spazia tra i Monti Pisani, la Garfagnana e tutto l'appennino Nord.

Il sentiero che porta alla Nuda corre lungo il fianco destro di Cima Belfiore e richiede attenzione per alcuni passaggi più esposti.
Alcune formazioni rocciose di arenaria emergono improvvise di fronte al sentiero, una ricorda una testa di un balena che emerge dalle acque, un'altra un profilo di rapace in volo.
Le montagne del nostro Appennino sono antichi fondali oceanici che si sono avvicinati al cielo, spinti dal desiderio della nostra terra di cambiare.
Raggiungiamo la Nuda in tarda mattinata e ci mettiamo all'ombra dell'antico ripetitore radio, costruito negli anni venti per collegare le comunicazioni tra il porto di La Spezia e la Pianura padana.
I panorami sono magnifici, la cima è frequentata per via di un vicino impianto di risalita che arriva da Cerreto Laghi. Lungo il sentiero abbiamo incontrato persone con scarpe non adatte per questo tipo di ambiente.
La montagna richiede attenzione e rispetto, non va mai sottovalutata.
Un nuovo inizio in compagnia di un gruppo in gamba e affiatato.
Ecco tutte le foto





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