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In Appennino, tra cime, parole ed emozioni

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    altrevie
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Ecco le foto del bellissimo weekend in Appennino del 13 e 14 giugno 2026.



Una due giorni sui crinali e le vette dell'appennino nord.

Nel primo giorno abbiamo raggiunto la vetta del Monte Cavalbianco, una cima panoramica con una ripida ascesa nel finale.

Mentre il secondo giorno abbiamo raggiunto la cima del Monte Sillano, in una giornata decisamente ventosa.

Nel weekend ci hanno accompagnato lungo i sentieri letture tratte da tre libri :

Il richiamo della Montagna di Matteo Righetto

La vocazione di perdersi di Franco Michieli

Atlante Appennino di Elisa Veronesi


Riconoscere dentro di noi una un'anima migrante, avventurosa, sociale, animalesca e istintiva è il primo passo per riconnettersi con la natura.

Per arrivare ad affermare che Siamo Natura più di quanto ce ne rendiamo effettivamente conto.

Questo mondo naturale, nostra casa, che abbiamo "pettinato" secondo le nostre esigenze e che si sta ribellando alla nostra stretta, ha tutto da insegnarci.



Ad esempio che la morte e la vita sono un dualismo onnipresente in ambiente naturale: il tronco in decomposizione in mezzo alle rigogliose faggete, una carcassa di una preda di lupo e la bellezza di un rapace in volo.

Nascere e morire; nella nostra società tendiamo a separare questi due verbi, questi due aspetti che in natura sono invece due facce della stessa medaglia.

Vedere con occhi nuovi questo dualismo è liberante, accettare la morte come parte di un tutto, di un mistero che ancora avrà qualcosa da svelarci che noi uomini e donne non possiamo conoscere, se non intuire, ridimensiona il nostro stare al mondo.

Altro che intelligenza artificiale! E' in noi la meraviglia, riconnettiamoci a questo.


La natura ci insegna anche che si sta al mondo insieme e in comunità : come le faggete che grazie alle connessioni delle micorrize comunicano chimicamente tra le singole piante di attacchi parassitari o inviano sostanze nutritive alle piante più svantaggiate della faggeta.



Grazie a Carmen, Vincenzo, Elisabetta, Stefano, Ilaria, Marco e Mirko


Un grazie speciale ad Arianna, Roberto, Manuel del rifugio Carpe Diem!



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