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A piedi nella storia e nei paesaggi della Val d'Orcia

Una domenica nelle verdi colline tra Pienza e Monticchiello, in una giornata che ha visto alternare il sole della mattina a un cielo variabile nel resto della giornata.


"Il mattino ha l'oro in bocca" si dice, per noi ha avuto anche il sole che ci ha fatto gustare al meglio la prima "immersione" nel paesaggio collinare che da Pienza verso ovest si sviluppa in direzione del Monte Amiata.

Ambientazione gradita anche a Ridley Scott questa, per girare la famosa scena finale dei Campi Elisi nel film "Il Gladiatore". La vicina Pieve di Corsignano (in questo periodo in ristrutturazione) invece ci porta in un'atmosfera antica, dove i suoi bassorilievi all'ingresso e nelle porte laterali ci rammentano una comunicazione semplice e diretta tra la chiesa e il suo popolo.


L'escursione prosegue verso sud fino a incontrare uno stagno che presenta un fenomeno di vulcanesimo secondario. Il piccolo stagno infatti manifesta un ribollimento costante dovuto a fenomeni di risalita di gas a prevalenza di anidride carbonica ( e acido solfidrico visto la decisa puzza di uova marce che sentiamo)


Da qui continuiamo in direzione di Monticchiello. Il sole è coperto da nubi ma qualche bellissimo raggio all'orizzonte continua a illuminare scorci di un paesaggio vasto e meraviglioso.

L'arrivo a Monticchiello da est è suggestivo, dobbiamo infatti attraversare un bel bosco e inerpicarci su un sentiero che ci porta in un ambiente decisamente più montano che collinare. Saliamo fino al cassero sommitale dove ancora la torre domina il paesaggio del paesello. Qui ci fermiamo per un break pranzo anche se il meteo non promette benissimo, ma un bel tavolino ci invita alla convivialità. Dopo il caffè ripartiamo alla scoperta del borgo.

Incontriamo Roberto della cooperativa di comunità di Monticchiello, nata dall'esperienza del Teatro Povero, un progetto che dal 1967 porta il teatro in strada e racconta i drammi e le gioie degli stessi abitanti del paese.

Dopo una bellissimo visita al museo interattivo del Teatro Povero ci incamminiamo in direzione di Pienza seguendo questa volta un percorso che porta a scoprire la parte est della campagna nei dintorni del borgo rinascimentale, con dei suggestivi calanchi e una salita decisamente impegnativa.

Tornati a Pienza, paese che deve il nome al suo cittadino più famoso, Silvio Enea Piccolomini: papa Pio II, (dal suo nome papale "Pienza" prima si chiamava Corsignano, toponimo di origine romana) la attraversiamo nei suoi vicoli caratteristici fino goderci qualcosa da bere tutti insieme.

Ecco tutte le foto:

grazie a Francesca, Nicola e Leandro per il contributo fotografico









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