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Cintoia e la Cassia adrianea

La giornata è calda per essere ad inizio Aprile e dopo il ritrovo a Strada in Chianti raggiungiamo il punto di partenza. 



Ci mettiamo in cammino attraversando il rio Sezzetana, incontrando i ruderi di un antico mulino per poi risalire subito verso il castello di Sezzate. 

Da qui vediamo subito una visione d’insieme della valle di Cintoia che nella prima metà della giornata andremo a esplorare. Vediamo anche il castello di Mugnana dove nei suoi saloni i primi del trecento fu costituita, per volere della repubblica fiorentina, la Lega del Valle di Cintoia. Primo esempio di gestione amministrativa e giuridica della zona. 


Il sentiero, a mezza costa dei rilievi chiantigiani, si fa più pianeggiante e pian piano cominciano ad affiorare tracce dell’antico selciato della cassia nova o cassia adrianea, che nel 123 dC fu progettata e realizzata per collegare l’attuale Chiusi e la zona dell’Aretino a Florentia la futura Firenze. 


Raggiungiamo il bel borgo di Cintoia, sapientemente ristrutturato, un tempo borgo del Castello di Cintoia, uno dei più antichi del Chianti con annesso un hospitale dei cavalieri di San Giovanni per l’accoglienza di viandanti e pellegrini. 


Da qui il sentiero comincia a salire con tratti decisamente ripidi. Raggiungiamo la vetta del Monte Scalari e troviamo un angolo tutto per noi per goderci la pausa pranzo. 


Dopo due chiacchiere e un buon caffè riprendiamo a camminare in direzione della badia di Montescalari, uno delle tre più importanti dell'ordine benedettino vallombrosano. Adesso è una struttura privata, possiamo solo ammirare dall’esterno le imponenti mura e lo stemma vallombrosano robbiano sopra l’ingresso. 


Bellissimo anche il cerro, chiamato dei cento rami, che poco dopo incontriamo sulla via del ritorno. La pianta ha 150 anni ed è un vero e proprio spettacolo della natura. 


Scendiamo nuovamente di quota, la giornata è particolarmente calda non sembra aprile, in alcuni tratti pare già estate, una fonte provvidenziale ci rinfresca e ci permette di ricaricare le nostre scariche borracce. 


L’itinerario prosegue in bosco e risalito il crinale comincia di nuovo a scendere. 

Attraversiamo ciò che resta di un bosco di castagni e querce rovinosamente violentato da un taglio che ha malamente trasformato l’ambiente boscato in una landa triste e maleodorante. 


Torniamo al nostro punto di partenza non prima di aver visitato la chiesa di San Donato a Mugnana, dalla quale si gode dei paesaggi chiantigiani e dove ci rifacciamo gli occhi dopo l’attraversamento del precedente stupro forestale.



Ecco tutte le foto (grazie Valentina e Alessio per il contributo fotografico) !



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