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Due vette apuane in una sola escursione

Le vette minori delle Apuane sud sono considerate, da molti "puristi" di questi monti, meno spettacolari o affascinanti. Noi pensiamo tutt'altro, e che sia il Monte Lieto che il Monte Gabberi meritino di essere esplorati e vissuti da vicino, per scoprire il loro sconfinato fascino.



In una mattinata soleggiata ci siamo incamminati da quota 400mt lungo una comoda ma già subito ripida ascesa, tra stupendi castagneti fino poi raggiungere, su tratti di sentiero piacevoli e panoramici, l'imbocco della salita al monte Lieto, quota 1016mt.


Da subito il sentiero si inerpica sulla cresta dal rilievo, tra passaggi sempre più impegnativi su rocce di calcare e boschi misti di carpini, ornielli, fino a qualche sparuto faggio, che lasciano di tanto in tanto scorci panoramici di notevole bellezza.

Raggiunta la vetta e celebrata la prima "conquista" ci siamo mossi in discesa in direzione della foce di Farnocchia. Da lì a poco il sentiero ritorna a salire, il sole intanto è stato oscurato da qualche nuvola e l'atmosfera nella faggeta diventa molto più autunnale rispetto alla mattinata.

Arriviamo sulla vetta del Monte Gabberi, quota 1108, alle 13.40, il panorama non è dei migliori, le nuvole molto basse impediscono da subito la bella vista che nelle giornate di sole si può godere, ma non ci scoraggiamo. Facciamo il nostro break-pranzo in quota, speranzosi in un miglioramento delle condizioni meteo e fortunatamente in pochi minuti le nuvole cominciano pian piano ad alzarsi permettendoci di farci ammirare gran parte della costa versiliese. Uno spettacolo.


La discesa dal versante ovest del Gabberi è impegnativa e richiede molta attenzione. Il passaggio dal "Ripiano dei Pennati", circa a metà del tratto di discesa, ripaga dello sforzo di attenzione richiesto per scendere. Alcune incisioni su roccia dalla forma inconfondibile a pennato, si riescono infatti ancora a vedere a occhio nudo, memoria di riti antichi di iniziazione di giovani apuani alla vita adulta.


Passiamo da Sant'Anna di Stazzema quasi in punta di piedi, questo luogo , divento parco della Pace dai primi anni duemila, suscita sempre rispetto e si lascia attraversare in silenzio.

Le oltre 500 vite spezzate nella mattina del 12 agosto 1944 da soldati nazi-fascisti sono ora l'anima viva di questa piccola località ai piedi del monte Lieto.


Torniamo a salire per un breve tratto fino a passare da un antichissima mulattiera memoria dello sfruttamento minerario della zona.

Dopo un bel tratto di discesa, al tramonto, torniamo alle auto. Con gli occhi e il cuore carichi di emozioni.

Ecco tutte le foto.

Grazie a Margherita e a Nicola per il contributo fotografico!









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