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La cascata e il rifugio



Siamo a Castagno d’Andrea, il cielo è coperto ma siamo carichissimi per comunicare il trekking che ci porterà alla cascata del Piscino. 

Il borgo del “Castagno” è adagiato nella valle del fosso della Falterona e ha una storia antica segnata da frequenti cadute e  rinascite. 

Una frana nel 1335 distrusse il primo insediamento del castello del Castagno dei conti Guidi obbligando la ricostruzione del presidio montano in una zona più a valle e sicura. Un terremoto nel 1919, si pensa di poco superiore al grado 6 della scala Richter, distrusse il paese e obbligò gli abitanti a una nuova costruzione, poi il passaggio del fronte nella seconda guerra mondiale, con un eccidio di 7 vittime innocenti e la successiva distruzione nell’agosto del ‘44. Una storia che ha forgiato il carattere tenace e resiliente dei “Castagnini”.

La salita che ci porta alla cascata sarà più o meno costante, con tratti molto ripidi e tratti più agevoli. Incontriamo vecchi ruderi di ripari di pastori, costruiti quando questi crinali e pianori erano sfruttati per il pascolo del bestiame e presentavano un aspetto completamente diverso dall’attuale bosco di pini neri, di recente piantumazione. 


La vigorosa faggeta ci ricorda che abbiamo superato i 900 metri di quota e alcuni angoli di questa parte di foresta sono fiabeschi per il muschio sulle rocce, di un verde così acceso da colorare la giornata ancora nuvolosa. 


Ci inerpichiamo sull’ultimo tratto di sentiero che porta alla cascata che pian piano si comincia a intravedere nella vegetazione. 

L’ultimo passaggio richiede una buona attenzione anche per via del fango presente sul sentiero e superato il malpasso, arriviamo.


La cascata, con i suoi settanta metri di altezza, è meravigliosa. C’è molta acqua che scroscia sui gradoni di arenaria e il suono copre anche il rumore del forte vento che ha cominciato a tirare da metà mattinata. 


Ci godiamo la bellezza di questo angolo di Parco delle foreste casentinesi facendo una pausa ristoratrice in una zona meno ventosa ma che permette di godere della vista di questo spettacolo della natura.  


Dopo un buon caffè ci rimettiamo in cammino. Il sentiero scende da subito in maniera ripida fino a incontrare i resti di un'antica mulattiera, e successivamente uno degli stupendi castagneti secolari che in questa parte di montagna fiorentina produce tra i migliori marroni igp del Mugello. 


Arriviamo poi al rifugio della Castellina nel primo pomeriggio. Damiano e Irene ci accolgono in maniera calorosa, il camino acceso, il tavolo già preparato con formaggi, finocchiona, buon vino e i necci in preparazione sul fornello ci scaldano i sensi dopo una giornata decisamente fresca. 


Passiamo momenti di genuina bellezza, autentica, insieme, attorno al tavolo imbandito e il fuoco acceso si chiacchiera e ci si riscopre più vicini e vivi. 


Ripartiamo dopo la foto di rito e di lì a poco rientriamo al punto di partenza felici per la bella giornata passata insieme.



Ecco le foto della giornata ( Grazie a Margherita per le foto):




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