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La Magona, polmone verde della costa etrusca



Raggiunto il punto di partenza dell'escursione, a uno degli accessi della riserva della Macchia della Magona, ci mettiamo in cammino. Ci aspetta un’escursione lunga e impegnativa, in una gradevole giornata di sole. 

Saliamo pian pian di quota attraversando la riserva biogenetica che tutela il patrimonio genetico di pini rari, cedri e cipressi percorrendo un suggestivo viale.


Gran parte del trekking di oggi sarà nel bosco di macchia mediterranea della Magona e il caldo di questo strambo febbraio si sentirà solo nei rari tratti meno ombreggiati. 



Tra salite regolari e qualche ripida ma breve ascesa continuiamo a salire di quota, meta della mattinata è la vetta di Poggio al Pruno, punto più alto dei monti della Magona a 610 metri. 

Prima di arrivare in cima percorriamo un ripida salita intervallata di tanto in tanto da piccoli pianori, un tempo “piazze” utilizzate per la produzione del carbone che alimentava la Magona di Cecina, antica ferriera voluta da Ferdinando I dei Medici per trasformare in ghisa la materia prima proveniente dalle miniere di Rio nell’Elba. 


Dopo la pausa in vetta e bevuto un caffè riprendiamo a camminare, stavolta scendendo di quota fino a raggiungere dopo un’altra breve salita un bellissimo punto panoramico.

Da qui possiamo ammirare la costa etrusca da Rosignano a Baratti, la foschia non ci permette di vedere le isole,riusciamo solo a intravedere Capraia. 


Dopo aver percorso il sentiero di crinale, a cavallo con la confinante riserva di Monterufoli-Caselli, scendiamo di quota in un percorso poco battuto dove è richiesta una buona attenzione nella scelta del punto di appoggio di ogni passo. 


Raggiungiamo il punto più in basso dell’escursione di oggi nel pomeriggio, incontrando un antico mulino lungo il botro Campo di Sasso, la vicina cascata lo incornicia in angolo di rara bellezza selvatica e antica. 


Siamo quasi a conclusione dell’escursione, la luce del sole ha toni caldi, vicini a quelli del tramonto, camminiamo gli ultimi chilometri in un’ampia strada costeggiata da cipressi che pian piano, ci riporta al punto di partenza.




Le altre foto: (Grazie a Giulia per il contributo fotografico)



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