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Nella Riserva delle Cornate e Fosini

Un sabato di Gennaio dalle temperature quasi primaverili, nella sempre bella Riserva delle Cornate e Fosini.



Riunito il gruppo al rinnovato circolo Arci di Gerfalco, iconico paesino arroccato su un balcone naturale all'ombra delle Cornate, ci siamo da subito mossi verso il sentiero che porta verso la vetta del monte più alto delle Colline Metallifere.

Il sentiero che porta alla vetta comincia subito con una discreta pendenza e gli strati di abbigliamento che ci hanno riscaldato prima della partenza cominciano già a essere riposti negli zaini. E' una giornata soleggiata e più che saliamo e più percepiamo che le temperature saranno decisamente più alte della media stagionale.

Ci inerpichiamo lungo suggestivi sentieri calcarei, il calcare massiccio è infatti la roccia prevalente sul rilievo. Ogni tanto, dove il monte si apre a pianori sommitali, possiamo trovare formazioni di doline carsiche (delle aperture naturale tra le rocce) che dal periodo etrusco sono state sfruttate come accesso a grotte ricche di galene argentifere e rame.


I primi Crochi cominciano a fiorire mentre l'elicriso attende temperature più gradevoli e in alcuni punti ci inebria col suo profumo.


Raggiungiamo la vetta a quota 1056mt e ci godiamo il panorama verso la costa etrusca.

Riprendiamo a cammiare scendendo dal versante ovest del monte fino ad andare alla scoperta della cava dismessa di calcare rosso ammonitico, utilizzato per la pavimentazione del bellissimo duomo di Siena.



Scendendo da Cave di Romano il sentiero si allarga fino a farsi strada, scendiamo decisamente di quota in direzione del Castelli di Fosini collocato sulla cima di una rupe a picco sulla gola del torrente Riponti, area di nidificazione del falco Pellegrino e del Lanario.

Dopo una pausa e un caffè ripartiamo non prima di aver toccato uno degli alberi più vecchi di tutta la Toscana. Il bellissimo castagno secolare di Fosini. (vedi foto)


Il sentiero ci riporta a salire e a incontrare un folto gruppo di cacciatori intenti a mangiare dopo la battuta della mattina.

Qua il bosco è suggestivo, attraversiamo alcuni torrenti ricchi di acqua e scoviamo qualche piccola cascata. Giunti a Campo al Turco il sentiero continua a salire ma per poco ancora.

Incontriamo una bellissimo bosco di abeti bianchi, in questa zona posta a nord del monte, queste piante montane riescono a riprodursi spontaneamente e lo spettacolo è davvero suggestivo.

Inizia la discesa che porterà a chiudere l'anello, ritorniamo sulla strada bianca e un'ultima breve ascesa ci porta al nostro punto di partenza a Gerfalco, sosta celebrativa al circolo e saluti finali. Gran bella giornata!

Ecco tutte le foto! Grazie a Rossana per il contributo fotografico.






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