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Nella Riserva Naturale della Pania di Corfino, in alta Garfagnana.


Al ritrovo la mattina al rifugio Isera la temperatura è mite, il rifugio è insolitamente chiuso.

Arriverà poco dopo uno dei gestori ad aprire e noi cominciamo l'escursione, consolati nel sapere che al nostro ritorno troveremo qualcuno ad accoglierci per una birra, una bevanda fresca e qualcosa da mangiare.


Oggi si prevede caldo ma l'escursione sarà per gran parte ombreggiata, nei freschi boschi di faggi, castagni, carpini neri che la Riserva Naturale della Pania di Corfino protegge dal 1971.

Ci inerpichiamo subito in direzione della vetta su un sentiero che presenta delle pendenze importanti; usciti dal bosco incontriamo una piccola comitiva a cavallo che si sta muovendo in direzione di Piandeilagotti.


La salita continua fino alla vetta, arriviamo all'affaccio panoramico in mattinata.

La vista è meravigliosa. Le Alpi Apuane si mostrano di fronte a noi in tutto il loro splendore.

Ci fermiamo a goderci questo momento, mentre da sud, nel cielo, cominciano a delinearsi le forme di tre grandi rapaci. Penso siano Aquile reali, nidificanti e segnalate qui alla Pania da anni.

Sono invece tra grandi Grifoni, probabilmente in dispersione, fotografati abilmente da Giacomo.

Le segnalazioni del Grifone (Gyps fulvus) sono in continuo aumento in Appennino e un'avvistamento del genere ha reso questa giornata davvero speciale.


Dalla croce di vetta ci siamo spostati poi verso la zona di fioriture di Peonie selvatiche, ne troveremo molte in un tratto di antichi pascoli, tra narcisi e altre fioriture primaverili.


Dopo la pausa in un'area attrezzata abbiamo raggiunto Campaiana, l'antico alpeggio di Corfino: un'oasi di pace su una spianata soleggiata dove per secoli le "casere" e le capanne hanno ospitato le greggi e gli armenti dei pastori di Corfino.

Oggi è un buen-retiro del weekend per i molti che hanno ristrutturato questi vecchi e storici edifici.


Dopo aver percorso poi un bellissimo sentiero che si snoda lungo una discesa ombreggiata, siamo arrivati alle Grottacce, dove il percorso taglia una delle pietraie più imponenti di questo massiccio calcareo.


Raggiunto il punto più basso dell'escursione di Pruno, alpeggio con ancora alcuni tetti delle capanne in paglia di segale, abbiamo preso il sentiero che ci ha riportati al rifugio, giusto in tempo prima dell'arrivo di un forte temporale.


Una bellissima giornata, grazie a tutti!








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