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Carfalo ed Egola, due valli da scoprire

In un soleggiato sabato mattina di maggio siamo partiti dal Castellare di Tonda nel comune di Montaione, per esplorare due aree naturalistiche di interessante valore. 


Il trekking comincia, tra strade collinari, nella rigogliosa campagna toscana. 

I panorami da Tonda sono in direzione dei Monti Pisani e delle Alpi Apuane, che incorniciano l’orizzonte. 


Cominciamo a scendere di quota con un sentiero che pian piano ci porta lungo le sponde del torrente Carfalo. 

Il torrente, affluente dell'Era, ha nel corso dei secoli plasmato questo territorio scavando e lavorando i fragili terreni argillosi e sabbiosi fino a costituire una delle valli tra le più interessanti della Toscana. Interessante da un punto di vista naturalistico poiché oltre a ospitare tre le sue anse la Salamandrina di Savi, urodele autoctono del centro Italia, offre la possibilità di incontrare faggi a quote molto basse, tra i 150 e i 250 mt, grazie al microclima fresco e umido che questa valle riesce a garantire anche nei periodi più caldi. 


Usciamo dall’alta valle del Carfalo per passare alla Valle dell’Egola, dove dopo meno di un chilometro di sentiero incontriamo i pozzi che il torrente ha scavato nella dura roccia ignea. 


Qui ci fermiamo per il break di metà giornata e alcuni di noi testano con un tuffo o con i piedi a mollo le temperature delle acque del torrente. 


Dopo il caffè ripartiamo, risalendo di quota, raggiungendo il borgo medievale di Montaione. 

Tra i suoi stretti vicoli ci siamo solo noi, una signora affacciata dalla sua terrazza, fiorita di gerani, ci chiede da dove veniamo e fa quattro chiacchiere con noi. 


Dopo aver lasciato il borgo scendiamo nuovamente verso la valle dell’Egola che guadiamo, per poi risalire dopo una ripida salita alle quote di partenza, chiudendo l’anello. 




Ecco tutte le foto: (grazie a Elisa per il contributo fotografico!)

 



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