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Da San Miniato a Castelfiorentino, lungo la francigena

Un soleggiato sabato di inverno sulla Francigena toscana, da San Miniato Basso a Castelfiorentino. Tra il percorso ufficiale e varianti alternative, in stile AltreVie, per un totale di 26Km.

Alla partenza dalla stazione di San Miniato Basso le temperature sono decisamente rigide complice una pungente umidità. Dopo esserci ricaricati al bar con una seconda colazione ci incamminiamo attraversando "Pinocchio". Così infatti si chiamava questa frazione di San Miniato, sviluppata nella piana della Valdarno inferiore.

Cominciamo ad inerpicarci per San Miniato seguendo la via francigena "ufficiale". Saliamo di quota fino ed entrare nelle vie e nei vicoli cittadini. La bellissima "piazza del Seminario" (in realtà si chiama piazza della Repubbilca) si svela ai nostri occhi con la sua elegante armonia, anticamera dell'ingresso al Prato del Duomo, la parte più antica di San Miniato, che raggiungiamo salendo una rampa di scale. Qui siamo nel nucleo più antico del borgo pisano, un tempo questa area era infatti un'acropoli che ha ospitati i primi insediamenti , garantendo riparo e sicurezza rispetto al fondovalle.

Camminando nelle vie del borgo San Miniato ci racconta la sua storia, tra chiese e palazzi storici. Uno di questi, in piazza Bonaparte, ne ha molta da raccontare. Nel luglio del 1796 Napoleone, nel pieno della campagna d'Italia venne a far visita al canonico Filippo Bonaparte, suo zio, e proprio a San Miniato in quei giorni tenne il consiglio di guerra. La famiglia Bonaparte contava infatti anche San Miniato delle presenze, che però non sono arrivate fino ai giorni nostri, estinguendo ormai il nobile cognome.


Proseguiamo e abbandonato il borgo cominciamo a inoltrarci verso la campagna, dapprima su asfalto poi su strade sterrate, imboccando una variante alla via ufficiale della francigena.

La campagna di apre a bellissimi paesaggi collinari, alcuni cavalli sonnecchiano al sole che pian piano sta facendo capolino nel cielo. Risaliamo verso il percorso ufficiale e dopo un po' di passi senza grandi dislivelli ci fermiamo per la sosta.

Ricaricati dal sole e dal caffè ci rimettiamo in marcia nei bellissimi sentieri collinare della Valdelsa. Siamo sulle quote più alte di questa zona e i panorami sono suggestivi, resi ancor più belli dalla giornata, ora decisamente calda.


Raggiungiamo la Pieve di Coiano, imponente struttura religiosa che domina la collina. La località di Coiano fu citata da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, nel diario di ritorno da Roma verso la cittadina inglese, come sosta per la sua ventunesima tappa. Il diario fu scritto nel 990 d.c. proprio dall'arcivescovo ed è importantissima testimonianza utilizzata per la ricostruzione dell''antica via di pellegrinaggio.

Adesso la strada sarà tutta in discesa verso Castelfiorentino. Dopo aver attraversato un'area boscata poco battuta arriviamo alla Dogana, frazione di Castelfiorentino, un tempo dogana di confine tra Pisa e Firenze. Proseguiamo lungo l'argine del fiume Elsa e raggiungiamo Castelfiorentino nel cuore del pomeriggio. Ventisei chilometri meritano una bella celebrazione tra bar e pasticceria! Poi un treno ci riporta a San Minaito.








Ecco tutte le foto:




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