top of page

Montioni, la "Baciocca" e molto altro...

Arriviamo a Montioni in mattinata con il sole alto in cielo. A differenza delle previsioni la giornata è davvero bella.  

Andiamo subito alla scoperte delle gallerie di escavazione di alumite che dal 1400 furono scavate per ricavarne allume, importantissimo minerale utilizzato ai tempi, tra gli altri utilizzi,  per fissare i colori nei tessuti e per la conciatura delle pelli.  



Il trekking prosegue e incontriamo i resti dell’edificio delle terme della “Baciocca” Elisa Bonaparte. 

Nel 1809 Elisa, principessa di Piombino, sorella di Napoleone,  decise per la ripresa della produzione di allume a Montioni e costruì un villaggio minerario denominato Montioni Elisa che ha ospitato fino a 400 addetti. Inoltre si fece costruire, per uso privato, anche una piccola struttura termale che raccoglieva un’acqua che sgorgava a 31°, oggi in secca. 


Proseguiamo per la “cammellabile” la via che univa Montioni a Follonica e che fu tracciata per portare il prodotto finito al porto di Follonica , si dice, mediante l'utilizzo di dromedari, provenienti dalla campagna d’Africa napoleonica. 


Il Parco naturale di Montioni è di una bellezza viva, rigogliosa. Molte le tracce di animali che incontriamo lungo il nostro cammino, da quelle del lupo, a quelle dei cinghiali o delle volpi. 


Arriviamo alla “Pievaccia” per l’ora di pranzo e qui ci rilassiamo non prima di essere saliti sul punto panoramico della torre di avvistamento militare che permette di ammirare il panorama sulla costa di Follonica, da un punto di vista privilegiato. 


Dopo caffè e biscotti buonissimi, offerti da Silvia di Genuine Tentazioni (oggi è proprio con noi a camminare!) ci rimettiamo in cammino. 


Scendiamo di quota e arriviamo ai margini del Parco Naturale che si estende per quasi 7000 ettari. 


Costeggiamo un torrente che ci riporta all’interno del parco e qui alcune “scorie” lungo il sentiero testimoniano che in epoca etrusca questa zona era un’area dove veniva lavorata l’ematite proveniente dal miniere di Rio nell’Elba e quella che vediamo è una scoria, uno scarto di lavorazione per la produzione del ferro. 


Dopo aver superato un tratto di salita lungo ma regolare torniamo a scendere e dopo aver attraversato il botro Colombi, ritorniamo al punto di partenza.




Ecco tutte le foto:



52 visualizzazioni0 commenti

Comments


Iscriviti alla newsletter

Sono interessat@ a:
bottom of page