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Nella storia e nelle acque della Carigiola

L'anticiclone africano sta arrivando, pian piano le temperature medie di questo inizio luglio 2023 aumenteranno. Per la giornata di oggi, nella valle del Carigiola, le temperature fortunatamente non sono prevista sopra la soglia psicologica dei 30°, ma il caldo lo sappiamo, in alcuni tratti si farà sentire.


Partiamo da una frazione di Cavarzano, in appennino pratese, e ci inoltriamo scendendo subito di quota in un'area boscata molto varia. Prevalentemente incontriamo castagni, ma non mancano, carpini, aceri, noccioli, qualche ciliegio.

Raggiungiamo il punto più basso dell'escursione di oggi attraversando il torrente che dà il nome alla valle, passando da un antico ponte in pietra, tra i resti di due mulini che fino al secondo dopoguerra trasformavano castagne, mais, grano in farina.

Cominciamo a risalire incontrando una borgata completamente immersa nel bosco, ancora oggi abitata da una famiglia, e dove i seccatoi (piccoli edifici dove un tempo di essiccavano le castagne) sono parte della semplice ed essenziale urbanistica, inseriti perfettamente negli slarghi e nei vicoli del piccolo borgo.

Attraversiamo un suggestivo castagneto abbandonato, ti tanto in tanto qualche muretto a secco affiora dalla vegetazione e lascia immaginare quanto un tempo questa zona fosse curata, mantenuta, per sfruttarla al meglio per la produzione della farina di castagne.

Raggiungiamo Gavigno in tarda mattinata. Il piccolo ma attivissimo borgo appenninico ci offre ristoro con le sue tre fonti. L'acqua, freschissima, abbassa le temperature del nostro corpo, un po' accaldato dalla salita.

Ci rimettiamo in cammino stavolta scendendo di quota, in direzione dell'Alta valle del Carigiola e andiamo alla ricerca di refrigerio delle pozze del torrente.

Arriviamo al punto dove il torrente, dopo una cascata, rallenta la sua corsa e forma una pozza trasparente di un bellissimo verde smeraldo e una parete di arenaria riflette i raggi di sole che raggiungono la superficie dello specchio d'acqua. Ci fermiamo qua per un po' e tra tuffi, piedi a mollo ci rilassiamo e rinfreschiamo con le ancora freddissime acque.


Continueremo, dopo la pausa a scendere un po' in quota, lungo un percorso che costeggia il fresco torrente, altri scorci stupendi si presentano davanti ai nostri occhi.

Raggiungiamo il mulino di Genesio e La Centrale.

Cominciamo a risalire di quota, attraversiamo un'area soggetta a una recente e impressionante frana, facendo attenzione.

Lasciato il torrente le temperature cominciano a salire, nonostante gran parte del sentiero si mantenga nel bosco. Raggiungiamo le quote di partenza nel pomeriggio e l'ultima discesa ci riconduce sulla strada delle nostre auto.

Arrivati. Stanchi, sudati ma molto soddisfatti!



Ecco tutte le foto della giornata (grazie a Margherita e Francesca per le foto!! ):





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