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Poggibonsi - San Gimignano



Partiamo a piedi, in una fresca domenica mattina di gennaio, dall’antico borgo di Marturi. Così infatti un tempo si chiamava questa parte del centro storico di Poggibonsi. Attraversandolo usciamo dal perimetro delle mura medievali e saliamo verso il castello di Badia. Riprogettato a fine ottocento, il castello sorge sulle rovine di quella che fu una delle più importanti abbazie del medioevo toscano, l’abbazia di San Michele Arcangelo a Marturi.


Siamo sul crinale opposto di Poggio Imperiale, che vediamo proprio di fronte a noi. Un tempo questa altura chiamata Poggio Bonizio ospitava il castello omonimo, considerato uno tra i più belli e importanti della Valdelsa e dove anche San Francesco, nel suo peregrinare evangelico,  ha predicato. Nel 1270 il castello fu conquistato e distrutto per opera della Repubblica di Firenze, oggi dell’antica cittadella non rimane niente. Solo le grandi mura e le porte di accesso, costruite successivamente da Giuliano da San Gallo per volere di Lorenzo dei Medici, rimangono a delimitare lo spazio che un tempo occupava l’imponente castello. 

Il vecchio borgo di Marturi occupato dagli abitanti sfollati della cittadella fu così rinominato Poggio Bonizio - poi volgarizzato Poggibonsi - in onore del castello distrutto. 



Arriviamo alla basilica di San Lucchese, patrono di Poggibonsi, primo laico, insieme alla moglie Bonadonna Segni, a poter vivere la regola francescana. San Francesco infatti istituì e riconobbe un terzo ordine oltre ai frati e alle clarisse, per chi da sposato volesse vivere in povertà, obbedienza e castità. Lucchese e Bonadonna furono i primi a essere consacrati al terzo ordine, dopo che nel 1211 conobbero il Santo di Assisi e si spogliarono dei loro beni materiali donandoli a Francesco o facendo opere caritatevoli. 


Il nostro trekking prosegue in direzione della piccola chiesa romanica che, tradizione narra, abbia visto l’incontro tra San Francesco e Lucchese. 


Attraversiamo l’Elsa e risalendo in quota tra ampi vigneti arriviamo al punto panoramico dove ci fermiamo per una sosta pranzo. Siamo circa a metà percorso e San Gimignano già lo vediamo bella mostra all’orizzonte. 



Riprendiamo il trekking su una zona di crinale molto panoramica, pian piano iniziamo a scendere, attraversiamo il torrente Foci e nuovamente risaliamo da una vecchia via un tempo facente parte della “moderna”  francigena ma oggi non più segnata tra le vie ufficiali. 


La salita a tratti è davvero impegnativa e ci porta in quota del nostro punto di arrivo, San Gimignano.  Un ultimo tratto pianeggiante ci porta al borgo turrito, saliamo verso la piazza Montemaggio e siamo arrivati! 







Ecco le altre foto:



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