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  • Immagine del redattorealtrevie

Prima giornata di autunno, al Balzo Nero

L’autunno è arrivato, con le sue atmosfere umide, le temperature in calo e gli alberi che cominciano a prepararsi all’inverno mutando la veste dell’abito fogliare.



E’ un’escursione impegnativa quella che ci aspetta oggi, per il dislivello complessivo che toccherà, alle fine, i mille metri totali. Ci incamminiamo subito inerpicandoci su un sentiero che si snoda in castagneto abbandonato, siamo a quota di confine con le faggete che poco dopo iniziano a prendere possesso del paesaggio forestale che ci circonda.

Le atmosfere sono suggestive. Qualche timido abete bianco e una stoica betulla “resistono” in questo bosco dominato dai faggi.



Ci immergiamo in un sentiero che sale tagliando la fiera faggeta, l’ascesa continua con tratti impegnativi. Dal fogliame a terra emergono resti di antichi muri di contenimento, terrazzamenti di un passato ormai lontano. Pian piano ci avviciniamo al crinale e un forte vento da sud ovest comincia a scompigliarci i capelli: meglio rimetterci quella giacca tolta da poco per la fatica della salita. .


Arriviamo al Balzo della Pastora, con la sua croce in ferro, recentemente sistemata dal gruppo del Cammino di San Bartolomeo, alla quale han posto alla base un paio di scarpette rosse in ceramica.

Qui infatti nel 1905 una giovane pastora di nome Maria, incinta al 6 mese, fu uccisa da mani sconosciute. Un omicidio che rimase irrisolto ma che segnò profondamente la comunità di Piteglio.


Continuiamo, vediamo il Balzo Nero che si stacca dal nostro crinale come un molo solitario nel mare delle montagne della Val di Lima.


Lo raggiungiamo dopo alcuni saliscendi e il gradito incontro di un maestoso faggio.


La cima di questa vetta offre una vista panoramica a 360° sulla valle fino alla linea di costa. Le antiche rocce giurassiche di questa zona compongono un panorama “dolomitico” di una bellezza antica e ipnotica.


Dopo le foto di rito e una pausa ripartiamo. La salita non è ancora finita.

Le nubi che lambiscono i crinali e la cima del monte Caligi promettono pioggia, arriviamo a Prato Bellincioni, un bel pianoro con tavoli, con una leggera pioggia. Ci sistemiamo in un uno dei tavoli sotto ai faggi, riparati dal vento ancora forte e facciamo la nostra pausa pranzo.

Il caffè ci sta proprio con queste atmosfere e dopo averne sorseggiato un bicchiere ci rimettiamo in cammino.


L’escursione prosegue attraversando la riserva statale di Pian degli Ontani, con le sue bellissime faggete. Rispetto alla mattina l’itinerario pomeridiano, a parte qualche altra piccola salita, si muove su strade forestali e sentieri ameni immersi in atmosfere autunnali. La pioggia l’abbiamo lasciata sul crinale, qualche raggio di sole riappare nella valle e pian piano torniamo al nostro punto di partenza.


Ecco tutte le altre foto:

(grazie a Lucia, Rosetta, Margherita e Veronica per il contributo fotografico 💚)




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