Sconfinando: storie di confini, borghi dimenticati e primi bramiti nell'Appennino Pratese

Il nostro itinerario è partito dal piccolo borgo di Fossato nell’alta provincia di Prato. Borgata dalla storia antica Fossato, qui passavano i confini tra i territori Longobardi e quelli Bizantini e le vie commerciali tra la pianura padana e l’antica toscana. Da qui abbiamo iniziato da subito a salire lungo sentieri immersi nei castagneti prima e nelle faggete a quote più alte.

La prima cima è il monte Scalette sullo 00 dell’appennino pratese, che offre stupendi panorami verso la Toscana interna, fino al Monta Amiata!
Poi altre due cime lungo i sentieri di crinale fino al Monte di Stagno da dove si gode di una suggestiva vista sull’Emilia, in special modo verso il Lago di Suviana e dove abbiamo fatto la nostra pausa di metà escursione.
Il Monte di Stagno è il punto perfetto per tirare il fiato, condividere il cibo e godersi l'atmosfera rilassata del gruppo prima di iniziare la seconda parte dell'anello.
La fase di rientro ci ha riservato altri passaggi affascinanti dell itinerario:
Le mulattiere con i muretti a secco di Capravecchia: antiche vie di comunicazione in pietra, perfettamente inserite nel bosco, che raccontano la storia del passaggio umano su queste montagne.

E poi Chiapporato: Il suggestivo borgo ora abbandonato, che fino al 2013 ospitava Vilma e Zelia Guidoni mamma e figlie discendenti di antiche famiglie di pastori e boscaioli.
Proprio quando il percorso stava per chiudersi e Fossato era ormai a poca distanza, nel silenzio del bosco si è levato nitido un singolo bramito di cervo: un primissimo, inconfondibile richiamo dell'inizio della stagione degli amori dell’ungulato, re dei boschi di questa parte di appennino.
Una chiusura in bellezza di una giornata suggestiva, con un itinerario impegnativo; più di sedici chilometri e poco meno di mille metri di dislivello, con un gruppo adorabile e in grande spolvero!
Ecco tutte le foto (grazie a Laura e a Margherita per il contributo fotografico!)






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