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Tra natura e storia, nel Parco di Montioni

Nel parco interprovinciale di Montioni, alla scoperta delle miniere di allume, e di boschi sorprendenti. Sulle tracce di Elisa Bonaparte.


Partiamo dalla piazzetta di Montioni, antico villaggio minerario del quale oggi rimangono solo dei suggestivi ruderi e andiamo subito alla scoperta delle gallerie che portavano alle miniere di allumite, minerale dal quale veniva ricavato, dopo vari processi di cottura e passaggi in acqua, l'allume. Queste gallerie sono state scavate a partire dalla metà del 1400 per estrarre allume di rocca, importantissimo un tempo per conciare le pelli, ma soprattutto utilizzato per fissare i colori su panni in lana.

Il percorso prosegue incontrando i resti di quelle che furono le terme della Principessa Elisa Bonaparte. Costruite nei primi dell'ottocento, le terme fanno parte del complesso urbanistico che la sorella dell'imperatore Napoleone, volle costruire nei pressi delle miniere abbandonate da secoli, per tornare a sfruttarne il potenziale economico.

Da qui il percorso comincia una rapida ascesa che porta lungo la strada "cammellabile", conosciuta con questo nome perchè proprio nel periodo napoleonico venivano utilizzati dei dromedari per trasportare l'allume, ormai lavorato, da Montioni verso il porto di Follonica.

Ci immergiamo nella fitta macchia mediterranea del Parco di Montioni, tra eriche, corbezzoli, lecci, viburni in fiore, in un'atmosfera magica.

Percorriamo gran parte del crinale fino a toccare la Riserva integrale dei Tre Cancelli, nel cuore del parco.

Proseguiamo e arriviamo alla pievaccia, un'antica torre di avvistamento che guarda verso il golfo di Follonica, l'isola d'Elba e, nell'interno verso Massa Marittima e le Colline Metallifere. Qui facciamo il nostro break pranzo, in compagnia di altri camminatori e di un gruppo di appassionati escursionisti a cavallo, già incontrati alla partenza e con cui facciamo amicizia :)


Ripartiamo dopo aver goduto del sole di questa prima domenica di Marzo e ci inoltriamo nuovamente nel forteto della macchia del parco. Percorriamo un sinuoso sentiero che a volte con tratti di discesa più impegnativi a volte più dolci, ci riporta su quote basse e ci mostra antiche piazze di carbonai, sapientemente disseminate lungo il percorso.


L'ultimo sforzo, dopo due guadi è un sentiero in saliscendi che placidamente ritorna al punto di partenza, dove sorpresa, ci aspetta un gruppo di cinghiali che va a zonzo per il parcheggio in cerca di qualcosa di nutriente.



Ecco tutte le foto:








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