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Il mito di Semifonte



La giornata si presenta subito con una leggera pioggia. Dal bar dove ci siamo ritrovati ci avviciniamo alla terrazza panoramica di Barberino. Davanti a noi in lontananza, su un pianoro quasi alla stessa quota del borgo di partenza, vediamo spuntare tra un cerchio di cipressi la cupola della cappella di San Michele, edificata su quella che si presume fosse la piazza principale del castello di Semifonte, distrutto dai fiorentini nel 1202. 


Per raggiungerla ci mettiamo subito in cammino scendendo rapidamente di quota nella valle dell’Agliena. Dopo aver salito dal versante opposto arriviamo al borgo di Petrognano, da vecchie vie rurali quasi non più segnate se non da tracce di animali. 


Il borgo è un museo aperto sull’ediliza rurale toscana, passiamo dalla villa rinascimentale Capponi per poi soffermarci su due delle case-torri sopravvissute alla distruzione fiorentina. 


Superato il borgo ci inseriamo in quello che gli storici considerano il perimetro della cerchia muraria del castello di Semifonte. Oggi quello che vediamo solo solo vigneti, oliveti e campi. I fiorentini dopo la conquista del castello vollero infatti che venisse smantellato pietra su pietra, con il divieto di costruire nuovi insediamenti in tutta l’area dell’ex castello. E così fu. 


Eccezione fu fatta per la già citata cappella di San Michele conosciuta anche come “La cupola della Val d’Elsa”, progettata da Santi di Tito e costruita 300 anni dopo la disfatta di Semifonte, che raggiungiamo a piedi. 


Il trekking prosegue negli ampi paesaggi rurali di questa parte di Toscana centrale, con i suoi poderi solitari e i suoi filari di vigneti. 


Torniamo nuovamente su un crinale e ci accomodiamo in una trattoria, per scaldarci e gustare qualcosa a tavola. 



L’escursione prosegue stavolta in bosco e dopo vari saliscendi torniamo nella valle del torrente Agliena. Risaliamo il sentiero delle “briglie”, costruite nel medioevo per regolare la velocità del torrente in modo da prevenire il dissesto idrogeologico di tutta la valle stess, soggetta, per sua natura geologica, a frane. 


Dopo una breve ma ripida salita ritorniamo alle quote di partenza, ricomincia a piovigginare,  dopo aver attraversato il borgo di Barberino ci accomodiamo nuovamente nel bar per due chiacchiere al calduccio davanti a una bevanda.



Ecco tutte le foto:



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